“Stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica, grazie all’innovazione digitale oggi possiamo cambiare la presa in cura del paziente in particolare affetto da patologie cronico-degenerative e malattie rare. Inoltre, investiamo nel sistema sanitario nazionale 140 miliardi all’anno. Ecco, l’80% di questo budget è dedicato a pazienti con malattie cronico-degenerative. Perché ci costano molto? Perché sono pazienti complessi in quanto hanno più patologie. Tra queste, le più frequenti sono diabete, ipertensione, scompenso cardiaco, malattia renale cronica e Bpco. Oggi questi pazienti fanno il viaggio della speranza, una vera e propria ‘via crucis’. Come fare ad evitarle? Abbiamo necessità di nuovi modelli di presa in cura del paziente, il cosiddetto ‘patient journey’, il ‘viaggio del paziente’ potenziato digitalmente. Oggi abbiamo gli strumenti per evitare le lunghe liste d’attesa e le prescrizioni inappropriate”.
Lo ha detto il presidente della Fism Federazione delle società medico scientifiche Italiane Loreto Gesualdo intervenuto oggi all’evento ‘Salute e sanità, il doppio binario‘, al Palazzo dell’Informazione Adnkronos a Roma.
“Molte volte si prescrive un farmaco in maniera inappropriata o si prescrive lo stesso farmaco da parte di più specialisti – fa notare Gesualdo – Occorre mettere intorno a un ‘tavolo digitale’ il medico e tutti i professionisti della salute, e fare un’unica prescrizione. Da qui parte la sanità del futuro”.

“La radiologia e l’innovazione stanno profondamente cambiando il Ssn. Ci sono dei cambiamenti già in essere e prossimi futuri. L’intelligenza artificiale applicata a tutta l’innovazione tecnologica ci consente oggi innanzitutto di ottimizzare le indagini in termini di tempo, di qualità e di raccogliere un’enorme quantità di dati e di immagini che danno delle informazioni importantissime a livello diagnostico in campo oncologico, neurologico e cardiovascolare“. Lo ha detto Nicoletta Gandolfo, Consigliere FISM e presidente della Società italiana di radiologia medica e di interventistica (Sirm), intervenuta oggi all’evento ‘Salute e sanità, il doppio binario’, al Palazzo dell’Informazione Adnkronos a Roma.
Il futuro, “sempre applicato all’Ia, è la genomica – spiega Gandolfo – per avere terapie sempre più personalizzate non solo in ambito oncologico, ma pensiamo a tutta l’enorme capitolo delle patologie rare o delle malattie complesse”. Nella sanità del domani saranno sempre più protagonisti “la telemedicina, la telediagnosi e la televisita e i dispositivi medici. Attraverso dei dispositivi impiantabili possiamo monitorare parametri vitali, tra cui pressione arteriosa e livello di ossigeno nel sangue, per prevenire le patologie in soggetti più a rischio e curarli tempestivamente”. Infine, capitolo a parte, la robotica: “Con gli interventi chirurgici sempre più perfezionati e precisi, avremo dei modelli organizzativi completamente differenti e noi dobbiamo essere pronti a questo, dobbiamo essere pronti in termini di formazione di tutto il personale, non solo sanitario, ma anche di chi gestisce tutta questo enorme cambiamento digitale“, conclude.

“Dobbiamo fare di più per migliorare l’uso degli antibiotici a basso costo che sono quelli che purtroppo fanno i danni maggiori. Uno studio inglese ha lanciato l’allarme sulla gonorrea super resistente: tra il 2024 e il 2025 sono stati isolati numerosi ceppi di gonorrea resistenti a tutti gli antibiotici. Questo avviene perché purtroppo abbiamo detto alle persone che possono andare liberamente in giro a fare sesso prendendo una pasticca di doxiciclina. Questo è stato uno dei grandi errori che abbiamo commesso noi come medici, la cosidetta PrEP ovvero la profilassi pre-esposizione, per non dire alla gente di usare il preservativo. E oggi la gonorrea è resistente a tutti gli antibiotici, oggi abbiamo ceppi panresistenti, un grosso pericolo”. Così l’infettivolgo Matteo Bassetti Presidente SITA nel suo intervento oggi all’evento ‘Salute e sanità, il doppio binario’, in corso al Palazzo dell’Informazione Adnkronos a Roma.
“Finché continueremo a guardare l’uso degli antibiotici solo con la visione dei costi – ha ammonito – non andremo da nessuna parte. Dobbiamo guardare all’antimicrobico-resistenza in modo diverso: usiamo poco gli antibiotici che costano tanto, ma usiamo tantissimo quelli che costano poco perché nessuno li controlla”, ha precisato il primario di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. “Se usi 1.000 fiale di ceftriaxone – ha citato come esempio – hai speso quanto una fiala di un nuovo antibiotico, ma hai trattato 1.000 persone e hai fatto dei danni importanti. Quindi cerchiamo di assumere il concetto di appropriatezza, più che di controllo esclusivo dei costi“

