FISM aderisce al Progetto “Museo della Pace” in Puglia

Con spirito di aperta condivisione, il Presidente Gesualdo esprime il pieno e convinto riscontro positivo di FISM al coinvolgimento formale nella futura realizzazione del Museo della Pace nel territorio della Regione Puglia.

La Puglia, per la sua storia, la sua posizione geografica e la sua naturale vocazione al dialogo, accoglienza e cooperazione tra i popoli del Mediterraneo e dei Balcani, rappresenta un contesto particolarmente significativo per accogliere un’iniziativa di così alto valore simbolico, culturale e umano. In tale contesto, la creazione di un “Museo della Pace” assume un alto valore simbolico e culturale, configurandosi come spazio permanente di riflessione, educazione e confronto sui temi della convivenza, dei diritti umani e della solidarietà internazionale.

Il progetto prevede:
il coinvolgimento delle istituzioni del territorio (Università pugliesi, ONG e Organizzazioni umanitarie attive nelle aree di crisi, Università e Accademie, Comuni e Associazioni);
la costituzione di un Comitato Scientifico, presieduto dalla Regione Puglia e dall’Associazione proponente, con la partecipazione dei Rettori delle Università pugliesi e dei Sindaci delle città che aderiranno al progetto;
la raccolta di opere d’arte donate da privati, Gallerie, Musei pubblici e privati;
– una sezione del Museo della Pace conterrà inoltre (e questa rappresenta la originalità del progetto) una selezione di elaborati artistici (disegni e materiali creativi) realizzati dai bambini dei Paesi coinvolti in conflitti, quale testimonianza autentica e universale del valore della pace;
– l’individuazione della città pugliese sede del Museo, avverrà secondo modalità che saranno definite dal Comitato;
– la custodia temporanea delle stesse opere, tutte donate a titolo gratuito, sara organizzata in una location da individuare fino alla realizzazione definitiva della struttura museale.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione “L’Isola che non c’è”, già attiva in ambito internazionale attraverso la proposta di candidatura al “Premio Nobel per la Pace ai Bambini di Gaza” e l’organizzazione di missioni di pace a Kiev, Mosca (nel 2023) e in Terra Santa (nel 2025).

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