Sarajevo Dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo ​

La versione e-book del libro di Franco Giuliano, “Sarajevo dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo” donata in beneficenza dall’autore su iniziativa di FISM con l’approvazione di FNOMCeO.

La versione e-book, donata dall’Autore e dall’Editore Cacucci, sarà resa disponibile al pubblico a fronte di un’offerta simbolica, a partire da 7 euro. Il ricavato sarà destinato a Medici Senza Frontiere per Gaza.
La “Federazione Italiana Società Medico-Scientifiche” (FISM) metterà in vendita, per beneficenza, l’edizione digitale del volume “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo”, scritto dal giornalista Franco Giuliano e pubblicato da Cacucci Editore (320 pagine, prezzo di copertina dell’edizione cartacea: 60 euro).

L’annuncio della iniziativa – che ha l’approvazione della FNOMCeO, la “Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri” – è stato dato nel corso di un evento organizzato presso la Camera di Commercio di Bari, che ospita la mostra fisica tratta dallo stesso volume (aperta fino al 18 dicembre prossimo), al quale hanno partecipato: Filippo Santoro (Arcivescovo emerito); Maurizio De Nuccio (Direttore Generale Asl/Br); Loreto Gesualdo (Presidente Fism); Giuseppe Lovascio, (Sindaco di Conversano); Lino Patruno (Giornalista e Scrittore); Paolo Ponzio (Presidente “Puglia Culture”); e Franco Giuliano (Autore del progetto).
La raccolta fondi, rivolta agli iscritti FISM e a tutti i medici e odontoiatri iscritti agli albi, ma aperta anche ai cittadini, ha l’obiettivo di favorire la diffusione dell’opera, che contiene reportage, documenti, interviste e le lettere dei bambini bosniaci scritte a quel tempo e pubblicate su “La Gazzetta del Mezzogiorno”. L’opera si si pregia anche della prefazione della Ambasciatrice d’Italia a Sarajevo, Eti Castellani, e di contributi scritti e video (attraverso il ricorso a qr-code e ad un contenuto multimediale a cura della Università di Bari) dei protagonisti di quel tempo: un contributo importante volto a sostenere la memoria storica legata ai conflitti nei Balcani e alla necessità di mantenere la memoria di quella tragedia che sconvolse l’Europa e che si concluse nel 1995 con gli Accordi di Dayton).

Franco Giuliano, giornalista professionista dal 1995, con la qualifica di Capo servizio è stato per quasi un decennio responsabile della Edizione online del quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Per lo stesso giornale ha promosso importanti campagne di comunicazione (dal “Nobel per la Pace al Salento”, alle battaglie per uno sviluppo dei Trasporti nel Mezzogiorno); nel 1995, come inviato durante il conflitto nei Balcani, ha inoltre coordinato e promosso per il suo giornale iniziative umanitarie che ha visto il coinvolgimento di UNHCR, le Forze Armate impegnate in quel conflitto e lo stesso ministro della Difesa Beniamino Andreatta). Da quella esperienza è stata realizzata, grazie al coinvolgimento e sostegno di vari Enti e con il patrocinio di istituzioni italiane e bosniache, il pro­ getto “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo” che si articola in un volume, e una mostra (fisica e virtuale) su quel periodo a 30 anni dagli Accordi di Dayton. Negli ultimi anni ha fondato e promuove attivamente una Associazione culturale “L’Isola che non c’è” alla quale aderiscono (su Whatsapp) circa 330 personalità del mondo Accademico, della Politica nazionale (tra i qua­ li ministri, ex e in carica), Alti prelati, Scienziati, Ambasciatori e manager delle più importanti aziende pubbliche non solo italiane; con la stessa Associazione ha organizzato negli ultimi anni (dal 2023 al 2025) tre Missioni di Pace a Kiev, a Mosca e in Terra Santa. È anche il promotore della pro­ posta di candidatura al “Premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza”. Attualmente è Console onorario del Montenegro per la Puglia.

Il libro ripercorre, a trent’anni di distanza, gli anni drammatici dell’assedio di Sarajevo, il più lungo della storia moderna e l’evoluzione della città verso la riconciliazione e la convivenza pacifica.
L’iniziativa della FISM, incoraggiata dalla FNOMNCeO (che è anche tra i partner dell’edizione cartacea) punta a rendere più accessibile un testo che unisce approfondimento storico e testimonianza diretta.

“Perché trent’anni dopo quella tragedia che sconvolse l’Europa, avventurarsi in questo lavoro dedicato ad una vicenda che sembra dimenticata? In verità lo abbiamo fatto proprio per questo, perché siamo convinti che a volte distaccarsi dall’attualità serva e che la Storia e la Memoria possano aiutarci a guardare al futuro con maggiore speranza. “Oggi mentre i bambini di Gaza muoiono ancora sotto le bombe, può sembrare un paradosso ricordare la pace celebrata dai bambini di Sarajevo trent’anni fa. Ed invece noi crediamo non lo sia. Non lo è soprattutto perché anche i bambini di Sarajevo in quegli anni morivano a causa della guerra, ma la storia che noi oggi raccontiamo serve a ricordarci che per quei bambini la primavera tornò. E così vogliamo credere che questo ricordo sia un segno di buon auspicio per tutte le altre guerre ancora in corso. Sarajevo è la prova che le guerre finiscono, e che i bambini possono tornare a sorridere. A patto che il mondo lo voglia. A patto che tutti noi uniti lo si voglia”.

Condividiamo questa iniziativa perché siamo convinti, così come racconta Giuliano nella sua introduzione al libro dedicato alla sua esperienza da inviato nel 1995 nei Balcani durante l’assedio della capitale bosniaca, finito poi con gli accordi di Dayton “Sarajevo è la prova che le guerre finiscono, e che i bambini possono tornare a sorridere.

Noi medici siamo costruttori di pace e il nostro ruolo è stato fondamentale sia nelle missioni di pace nei Balcani sia nei conflitti che stanno funestando i nostri tempi. Per questo motivo non possiamo che accogliere con favore questa bella iniziativa che ha un duplice, meritorio, obiettivo: mantenere la memoria di ciò che è stato, perché non riaccada, e portare aiuto alle popolazioni colpite nella Striscia di Gaza, tramite il sostegno ai colleghi impegnati in quelle zone

Il ricavato delle vendita verrà poi trasferito a “Medici Senza Frontiere” per la sua attività per Gaza.
Proprio su Gaza l’Associazione culturale “L’isola che non c’è” fondata dallo stesso Giuliano e alla quale aderiscono 320 personalità (Rettori, Ambasciatori, Ministri, Alti prelati, Scienziati e manager delle più importanti società pubbliche) ha lanciato nei mesi scorsi la proposta di candidatura al “Premio Nobel della pace per i bambini di Gaza”.

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